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Riflessioni in una giornata di pioggia
Testo di Giorgio Giudici
Mi alzo e guardo fuori dalla finestra, stropiccio gli occhi
ancora socchiusi e vedo un cielo scuro, una densa nebbia tutto attorno ed
una malinconica pioggerella.
Accidenti! anche questa domenica autunnale mi nega la possibilità di una
bella gita in montagna dopo una settimana di pioggia. Già … una bella
camminata in quota a respirare l’aria frizzante delle nostre montagne. Un
cielo azzurro, un tiepido sole, un bel panorama sono sempre stati gli
elementi principali ed essenziali per ricaricare le pile del mio animo
mentre il mio corpo si è rafforzato con le camminate, le sciate e le scalate
fatte fin da quando ero bambino.
Sembra di rivivere un sogno ricordare la mia fanciullezza sulle montagne
dell’Ossola. Difatti era sempre una festa, per me bambino, sapere che la
domenica mio padre mi avrebbe portato in un posto nuovo, in una valle mai
vista, in luoghi sconosciuti. Ero eccitato dall’idea di scoprire nuovi
sentieri da calpestare, vedere nuovi profili di montagna e magari
intravedere un animale in lontananza. Poi una grande gioia mi accompagnava
quando tornavamo a casa la domenica, a sera tarda, e per tutta la notte nel
mio letto ripensavo alle avventure vissute durante la giornata.
Né televisione ne altri giochi avevano il fascino della natura: lo scorrere
dell’acqua nei ruscelli, le rocce da arrampicarci sopra, la forza dei
ghiacciai, il volo di uno stormo di uccelli o il veloce addensarsi di
minacciose nubi cariche d’acqua in un cielo plumbeo.
Accidenti anche oggi il tempo fa le bizze! Niente escursioni importanti,
niente arrampicate.
Poco importa! Andrò nel bosco a fare un giro…per vedere il mondo dall’alto
aspetterò ancora con trepidazione un bel giorno di sole.
Anche gli amici e i clienti possono aspettare, sarà per un’altra volta…oggi
voglio stare solo ad ascoltare il silenzio della montagna o le voci del
bosco, ringraziandoli per avermi regalato sempre tante emozioni.
In questi anni ho girovagato su buona parte delle catene montuose della
terra, salendo cime celebri e spettacolari, ho attraversato foreste
pluviali, deserti sabbiosi, terre glaciali, mari infiniti…
La natura è la mia prima maestra di vita e la montagna rappresenta la guida
a me particolarmente cara; con essa ho imparato a conoscere le mie capacità
e i miei limiti.
Sui monti, sulle rocce, nella neve ti scontri con la fatica ma ti gusti
anche la gioia di una cima, di una bella ed estetica arrampicata o il
piacere di far scivolare gli sci sui cristalli di neve polverosa, con curve
armoniose, su lisci pendii o nel mezzo di un rado lariceto, o il sentire un
piacevole brivido di adrenalina scendendo in selvaggi canaloni dove sembrano
osare solo l'aquila e il camoscio. Soffri il freddo dell’inverno e godi dei
tiepidi soli primaverili. Impari ad adattarti al nudo e in apparenza sterile
paesaggio di una giavina come pure all’allegro prato fiorito. Una passione
nata sin da quando ero bambino ma poi cresciuta nel corso dell’età e per mia
fortuna non ancora tramontata.
La natura mi ha insegnato che ogni essere ha il suo ruolo nella vita, sia
che appartenga al regno animale sia a quello vegetale e che tutto ha un
significato e un valore in questo meraviglioso pianeta. Anche un filo d’erba
o il più semplice insetto è essenziale per garantire la vita all’ecosistema
terra.
Il legame alla natura riflette un aspetto emozionale profondo ed intenso:
tante emozioni e tante riflessioni ho fatto durante le ore trascorse in
essa; i miei pensieri sono cambiati, maturati con l’età e con l’esperienza
vissuta nel corso degli anni. I miei sentimenti invece sono basati sempre su
un profondo rispetto verso la vita in qualunque sua forma e manifestazione.
Amore per la vita anche quando la salita che hai davanti a te sembra non
finire mai; amore per la vita anche quando il freddo ti penetra nelle ossa e
ti sembra di vivere un girone infernale; amore per la vita anche quando
torni a casa stanco morto dopo una scalata in alta quota; amore per la vita
anche quando di notte il tuo sonno è tormentato.
Tormento e gioia sono due emozioni contrastanti che convivono continuamente
nel rapporto con la montagna.
Conosco a memoria tutti i nomi e tutti i profili delle montagne… ho
memorizzato dentro di me ogni via di salita e ogni variante…in ogni
stagione…quelle montagne fanno parte di me e della mia vita
ed è sempre un piacere salire e scendere per quelle vie, camminare da solo o
accompagnare amici e clienti.
Me li porto nei miei sogni quei luoghi arricchendoli con la mia fantasia da
bambino: montagna e natura, un’insieme di forze contrastanti che creano un
ordine di bellezza e di intelligenza superiore. |