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Val d'Otro: e sai dove
vai!!!
Val d'Otro, 13 marzo 2010
RACCONTO DI BRUNO KUNIG
Val d'Otro, frazione Feglierec e Monte Tagliaferro
Ci son giorni che hai voglia di andare a scoprire posti nuovi, per uscire
dai soliti giri o per chissà quali e quanti motivi. Allora t'informi, ti
organizzi, poi prendi e vai. Ed alla fine della giornata puoi renderti conto
di aver trovato un gioiellino nascosto, oppure vedere le tue aspettative
deluse, anche se magari solo parzialmente.
Poi ci sono altri giorni, in cui tutto quello che vuoi è tornare in luoghi
dove sei già stato, perchè non hai voglia di andare alla ventura, o
semplicemente perchè quei posti li hai nel cuore.
Oggi è decisamente uno di quei giorni, ed allora non resta che cogliere al
volo l'occasione della proposta dei cari amici di Montagna e Natura, e
tornare a visitare quella meraviglia che è la Val d'Otro.
Caratteristica baita Walser lungo il sentiero di salita
E' così che alle nove di mattina di un sabato che ci regala un cielo blu
cobalto inondato da un sole spettacolare Dario ed io ci ritroviamo ad Alagna
in compagnia dell'amica Orietta, della sua mamma sprint, e facciamo la
conoscenza di Mauro, Giovanna e Rodolfo.
Il tempo di un giro d'ordinanza al bar, di portare le macchine alla partenza
del sentiero ed indossare gli ARVA, e siamo pronti per infilare le ciaspole
e partire. E allora via sul sentiero ghiacciato nel fitto del bosco, diretti
verso quel piccolo mondo incantato e fuori dal tempo che so già che ci
aspetta di bianco vestito fuori dal bosco, cinquecento metri più in alto.
Il passo è tranquillo, dato che la gita è piuttosto breve e la giornata
promette bene (pure troppo, visto che gli zaini subito s'appesantiscono dei
tanti strati superflui di vestiario!), così abbiamo modo di chiacchierare a
dovere. Si superano baite, cappellette e santelle, mentre il sentiero tira
sempre in modo uniforme, finchè la pendenza s'addolcisce, gli alberi si
diradano e, oltre un dosso, magicamente come sempre compaiono le baite della
frazione Follu, là dove il paesaggio si apre e i profili severi dei monti
s'allargano a far corona a questo incantevole pianoro.
Dove si apre la valle ecco la frazione Follu
Ecco, con oggi completo il mio “giro delle stagioni” qui in Val Otro. Queste
baite Walser di legno scuro raggruppate in radi villaggi le avevo viste
immerse nei colori brillanti della tarda primavera e d'inizio estate, con i
loro diversi toni di verde, ma anche in quelli più caldi dell'autunno, con i
suoi gialli ed ocra... quello che mi mancava era l'inverno con i suoi
contrasti netti di bianco della neve, nero delle rocce e blu del cielo. E
per l'ennesima volta Otro mi regala emozioni da pelle d'oca, e mi lascia
senza parole; ma forse neanche servono, le parole, perchè questo è uno di
quei posti da vedere, e basta...
Contrasti invernali a Pianmisura
Meglio tornare alla nostra gita, allora: ecco che la mamma di Orietta si
ferma qui a crogiolarsi al sole e far la guardia al salame nostrano che la
nostra Guida ha portato per offrirlo a tutti, mentre noi altri proseguiamo
la visita alle frazioni Dorf e poi Scarpia, immergendoci in questo mondo
antico dove il tempo sembra essersi fermato, e poi proseguiamo verso gli
alpeggi di Pianmisura, mentre Giovanna torna a far compagnia alla mamma di
Ori.
Un breve strappo, un tratto in falsopiano a mezzacosta, ed eccoci alla
testata della valle, davanti alla chiesetta di Pianmisura a scattare foto
(non che prima fossimo rimasti con le mani in mano...) e scherzare con altri
escursionisti.
Ma la fame fa capolino, il salame nostrano è come la carota per noi
somarelli, e di buona lena torniamo sui nostri passi e di lì a poco siamo
tutti di nuovo insieme a Follu a rendere il più doveroso omaggio al suddetto
salame.
Davanti alla chiesetta di Pianmisura: da sinistra Bruno, Orietta, Mauro,
Dario e Rodolfo
Decidiamo d'incamminarci sulla via del ritorno per le tre, ma non sono
neanche le due e così ci troviamo con un'ora abbondante di dolce far niente
davanti a noi, che spenderemo spaparanzati in maglietta al sole. Ci sarebbe
però ancora un ultimo breve giro alla frazione Feglierec, e sono l'unico ad
aderire alla proposta di Orietta (ragazzi, che poltroni che siete! ;-P).
Ecco, ora è proprio tutto e non ci resta che dirigere le nostre ciaspole di
nuovo verso Alagna ed il XXI secolo. Un ultimo sguardo all'incanto di questa
valle, ed in men che non si dica siamo di nuovo all'asfalto ed alle auto, e
naturalmente al bar dove un'altra giornata da ricordare ha la sua degna
conclusione davanti ad una Radler (e complimenti alla barista, che la chiama
col suo vero nome senza confonderla con la Panachè!!!).
Panoramica sulle frazioni Follu e Feglierec
Ci son giorni, come dicevo, in cui tutto quello che vuoi è tornare in luoghi
dove sei già stato, perchè non hai voglia di andare alla ventura, o
semplicemente perchè quei posti li hai nel cuore.
Otro è proprio uno di quei posti, uno di quelli che sai già che non ti
deluderanno, ma al contrario ti regaleranno emozioni che restano dentro; se
a tutto questo si aggiungono una giornata con un cielo senza una nuvola,
calda e senza vento, e soprattutto la compagnia giusta, beh, che dire...
allora quella è la giornata perfetta! |