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SCIALPINISMO IN ABRUZZO
5/9 marzo 2008
Ecco il racconto del
“viaggio scialpinistico” in Abruzzo, corredato da tante belle foto, dedicate
a chi non ha potuto partecipare, ma anche a chi non ha voluto!!!!!!!
Mercoledì 5 marzo –
Si parte da Domodossola alle 8.30, in due, un ossolano (chi sarà?!) e un
nostro fedelissimo scialpinista vigezzino/milanese , diretti a Sulmona,
punto di partenza delle nostre gite in Abruzzo. Strada facendo, raccogliamo
gli altri partecipanti, omegnesi, brianzoli, bergamaschi, romani e
abruzzesi. Che squadra!!!
Peccato che le previsioni
del tempo sono pessime per l’Abruzzo…ma si riveleranno ottime in quanto a
neve fresca in abbondanza, che ci permetterà stupende sciate.
Nel pomeriggio arriviamo
nell’accogliente bed and breakfast “Il prato” dei gentili Annamaria ed
Enrico. L’ abbondante pioggia mista a neve, ci mette uno strano appetito,
così il nostro Ennio, referente abruzzese di Montagna e Natura, ci consiglia
e ci accompagna in una bella abbuffata di arrosticini e pecorino…lascia
piovere e nevicare…con la panza piena e con lo scrosciare della pioggia non
si dorme poi cosi male! Domani vedremo…
Giovedì 6 marzo - PARCO
NAZIONALE D’ABRUZZO – Gruppo del Monte Petroso – Pizzo Cavuto
Sveglia ore 6, apriamo le
imposte e guardiamo fuori…Con sorpresa vediamo un leggero manto nevoso tutto
attorno a noi, siamo a 400 metri…chissà a duemila! Il tempo è grigio e non
promette nulla di buono ma non importa gustiamo un buon caffè con le torte
fatte in casa e riempiamo i nostri termos di te caldo. Poi da Sulmona in
auto prendiamo direzione sud, verso Roccaraso, per giungere al lago di
Villetta Barrea e l’abitato di Civitella Alfedena, sempre sotto una fitta
nevicata. Posteggiamo l’auto nella parte alta del paese in corrispondenza
del sentiero per la Val di Rose. Con noi c’è l’amico Danilo, che ci da tutte
le informazioni interessanti sul Parco Nazionale d’Abruzzo. Calzati gli sci
seguiamo il sentiero estivo che risale lento sul fianco della valle e
attraverso uno splendido bosco di faggi abitato da cervi e caprioli conduce
alla bellissima valle di Rose. Purtroppo si vede ben poco e il tempo non
migliora, anzi più si sale più forte è il vento e la neve che scende, così
da rallentare la comitiva che prosegue in fila indiana. Superato il bosco il
pendio si fa più ripido e il manto nevoso diventa più spesso; almeno 60/70
cm di neve fresca sotto i nostri sci, sembra di vivere un’avventura
himalayana, vento, neve, freddo, nebbia…ma insistiamo e saliamo ancora fino
a raggiungere la nostra meta.
Dovrebbe vedersi uno
splendido panorama, con il Monte Petroso e la Camosciara ai nostri piedi.
Non ci resta che assaporare questa montagna di neve fresca. Dopo
inevitabili cadute siamo tutti bianchi, sembriamo pupazzi di neve che
sorridono. A fatica si rimettono gli sci in posizione e a fatica si
intravede il pendio da scendere.
Ma non ci rimane che
ridere e goderci questa panna montata tutto attorno a noi.
Rientriamo contenti alla
base, poi cena al pub dei nostri amici climber “i Geki” con ammessa palestra
di arrampicata e musica a go go.
Venerdi 7 marzo - PARCO
NAZIONALE DELLA MAIELLA - Gruppo della Maiella – Monte Rapina
Oggi e’ uno di quei giorni
che staresti sotto le coperte al calduccio perche’ fuori piove, invece
siamo in vacanza, abbiamo percorso 800 km e abbiamo almeno il dovere morale
di tentare altre salite e discese. Ricomponiamo gli zaini con i guanti
ancora umidi dal giorno precedente e saliamo in auto, stavolta direzione
Caramanico Terme alla base della Maiella, e da lì la strada per San Nicolao,
dove lasciamo l’auto. Nevischia e non è freddo. Le pelli scivolano malamente
su questa neve bagnata e dopo mezz’ora di cammino siamo zuppi, ma la neve
migliora così continuiamo. Dicono che questa e’ una bella montagna ma noi
siamo in nube e tutto assume una colorazione grigiastra, si distingue a
malapena il compagno davanti e si seguono i suoi passi. Mi stufo anche di
pensare al perche’ mi trovo in questa situazione e vado avanti a testa
bassa, quando finalmente si arriva al rifugio Barrasso, dove sostiamo un
attimo, per poi proseguire. Si alza anche un po’ di vento ma la visibilita’
non migliora e senza renderci conto arriviamo in vetta. Togliamo le pelli,
foto di rito e senza entusiasmo voltiamo le spalle alla cima per la discesa.
Sotto ai nostri sci 80/100
cm di neve fresca e una leggera brezza fa filtrare un po di luce dalle
nuvole…e qui comincia il divertimento nella neve candida che non ostacola
più il procedere ma crea in noi un gran entusiasmo e goduria; curva dopo
curva e la gita prende un’ altra intonazione, dolci e ampi pendii ci
permettono qualsiasi traccia…troppo bello! Chi l’avrebbe mai sperato!
Cosi per completare la
gita finiamo nella cantina del caro Dionisio, a Tocco di Casauria, antico
borgo fra colline, campi coltivati e splendidi uliveti, ad assaggiare i vari
vini prodotti da suo padre, e sua madre ci delizia con bruschette di pane e
olio, formaggio, prosciutto, olive. Tutto rigorosamente nostrano. E per
concludere assaporiamo il liquore alla genziana tanto famoso in Abruzzo.
La giornata in montagna
volge al termine. Si è trattato di un duro lavoro – ma qualcuno deve pur
farlo!
Sabato 8 marzo - PARCO
NAZIONALE DELLA MAIELLA – Sottogruppo del Rotella - MONTE ROTELLA
Dopo due giorni di brutto
tempo oggi finalmente e’ bello. Una giornata perfetta, troppo per essere
vera, nel cielo non vi e’ una nuvola, il sole illumina le montagne innevate
alla grande e la temperatura e’ decisamente bassa, 11 gradi sottozero nel
Piano delle Cinque Miglia, a 1300 metri. Non capita spesso di avere
condizioni simili…Parchegghiamo lungo la strada sul vastissimo altipiano e
con tranquillita’ ci prepariamo; la neve sembra ancor più bianca e i nostri
pensieri volano già alla discesa (900m di salita e 1200 m di discesa)
Sotto questo sole, fra
bianco e azzurro, ci sembra di salire su una scala verso il cielo,
incontrando un maestoso faggio solitario ancora carico di neve fresca, unico
e solitario custode di questa natura incontaminata.
La salita e’ ripida, si
fatica ma si continua, si attacca il tratto terminale e si arriva in vetta.
Finalmente da quassù possiamo ammirare il Gran Sasso, la Macella, il Sirente
e un’infinità di altre belle cime che ci invogliamo a tornare sicuramente a
fare scialpinismo da queste parti. Brindiamo con il Montepulciano d’Abruzzo
di Dionisio e facciamo gli auguri alle donne! Oggi è la loro festa.
Respiriamo un’ aria frizzantina e ci scaldiamo al sole. Poi tolte le pelli
ci prepariamo alla magia della discesa. Neve splendida, neve fantastica,
neve, e poi neve…“dio mio” non possiamo chiedere di più, vorremmo solo che
questo pendio non finisse mai. A tratti tutti assieme contempliamo la
montagna segnata dalle nostre curve, sorridiamo e continuiamo a cavalcare
l’onda della allegria!
Allegria che continuerà in
serata a casa di Ennio, dove sua mamma ci coccola con la cucina abruzzese.
Domenica 9 marzo –
PARCO del VELINO-SIRENTE – Traversata del Monte Magnola
Ogni volta che ti appresti
a fare una gita di scialpinismo non sai mai come andrà a finire. Anche
quando le previsioni meteo sono azzeccate, la prestanza fisica e’ buona, la
neve e’ farinosa, può accadere un imprevisto che ribalta o meno la riuscita
dell’escursione. Una percentuale variabile che stimola l’andare …un tocco di
avventura che non guasta mai.
Siam partiti con programmi
impegnativi, ossia il Monte Sirente, dapprima per il Maiori o la Lupara, ma
con tutta questa neve il pericolo è forte; allora dal versante che guarda
verso Ovindoli, ma la strada di accesso e’ sbarrata troppo in basso e la
gita si presenta troppo lunga per il tempo a disposizione e forse noiosa.
Torniamo a casa di prima
mattina con una giornata di sole così o troviamo un’ alternativa?
Un’occhiata ai
libri/guida, un’occhiata ai monti circostanti e la decisione è subito presa:
guarda che bei pendii il Monte Magnola…e se facessimo la traversata! La meta
è allettante per quel manto nevoso illuminato dal sole.
Il cielo è azzurro e non
una nuvola copre all’orizzonte di fronte a noi “il bastimento” del Gran
Sasso-Monte Prena–Monte Camicia.
Allora tutti d’accordo,
via decisi! Dapprima lungo una pista da sci molto ripida… e qui il mio
pensiero si ferma sulle possibili curve in caso di discesa su un fondo
lisciato dai gatti alla perfezione, proprio un peccato non poterla
assaporare ora…poi sui pendii che conducono al Rifugio Telespazio e in
seguito sulla bella cresta orlata da grosse cornici di neve. Arriviamo in
cima dove il panorama si allarga a 360°, su tutte le montagne dell’Abruzzo,
con la Piana del Fucino ai nostri piedi. Qualche nuvola avanza risalendo il
versante sud . Continuiamo la traversata lungo i crinali, finchè non
troviamo il ripido canalone che più ci ispira per un’altra entusiasmante
cavalcata in neve polverosa.
In effetti la pendenza e
la quantità di neve fresca sono tali da richiedere la massima attenzione, ma
dopo un momento di titubanza si parte.
Ad uno ad uno ci
affacciamo sul pendio, prendiamo un bel respiro, è ripido ma si può fare.
Dopo la prima curva sentiamo che ci possiamo fidare: la neve è fantastica!
La discesa è veramente
divertente: curva dopo curva aumenta la felicità !
Ci ritroviamo tutti in
fondo al canale e Marco emozionato dice:
“questa discesa è una cosa
che nella vita vorresti ripetere due volte”
.......io anche qualche
volta in più!!!
Ori 12 marzo 2008
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