TURCHIA

Cappadocia e trekking del Tauro

16/25 maggio 2008

 

Ecco il racconto del trekking in Turchia!!!

 

16 maggio - Volo aereo Milano-Ankara - La giornata è iniziata alle 3.00 quando sono uscita di casa per andare alla Malpensa ad incontrare i miei compagni di vacanza con i quali ho preso il volo per Ankara…un bel gruppo di trenta persone!!! Dopo aver assolto alle formalità aeroportuali iniziamo a fare conoscenza. Si parte ed eccoci in Turchia…Abbiamo preso solo due voli aerei, Milano-Istanbul e Istanbul-Ankara per arrivare sino a qui ma mi sentiamo tutti spossati.

Il giro turistico nella “Cittadella” di Ankara ha ridato fiato ai nostri polmoni stanchi di respirare aria condizionata. Finalmente la vacanza è iniziata: assaggiamo frutta secca al bazar e contrattiamo il prezzo di qualche regalino mentre i bambini ci regalano sorrisi.

Con passo lento raggiungiamo l’albergo per la cena. Un caffè per finire e poi nanna. Le vie sono ancora animate da gente e venditori ambulanti. Profumi di cibi cotti in strada  e musiche orientali arrivano sino alle nostre stanze d’albergo ma siamo tutti troppo stanchi per farci tentare.

17 maggio – Ankara – Selime – Goreme Un sonno profondo ci ha fatto dimenticare casa, un bel sole ci dà il buongiorno e un’ abbondante colazione ci mette tutti di buon umore. Saliamo sul bus in direzione di Goreme, cuore della Cappadocia,  rilassandoci guardando il panorama attorno a noi. La prima tappa è il grande lago salato di TUZ GOLU. Rimaniamo incantati dai colori dei fiori e dal luccichio del sale al sole e dalle dimensioni di questo lago. Un colore lilla dell’acqua, causato da alghe, cambia tonalità man mano che ci spostiamo lungo la costa.

Ore 13.00 un appetitoso pranzo ci attende all’ombra di un pergolato lungo un fiumiciattolo rallegrato dal canto delle rane. Ci troviamo nei pressi del  paese di  Selime. La visita alla “cattedrale” ci lascia senza fiato. Si tratta di stupende costruzioni scavate nella roccia, risalenti ai monaci bizantini del VIII – XII secolo dopo Cristo. Entriamo ed usciamo da queste stanze, salendo gradini, passando per tunnel con la vivacità di bambini. Una foto dietro l’altra poiché ogni veduta è diversa da quella precedente.

Lasciamo a malincuore questo sito e ci incamminiamo lungo la valle di Ihlara

Percorriamo un comodo sentiero che costeggia il fiume adombrato da  alberi  e cespugli

La valle è protetta da imponenti pareti di basalto e tufo. Cavità naturali si confondono con nicchie scavate da mani umane. Strane formazioni rocciose attirano la nostra attenzione.

La passeggiata termina con una birra in un  posto di ristoro gestito dalle genti locali.

Colorate e simpatiche palafitte, poste in mezzo al fiume, sono arredate da colorati tappeti e da comodi cuscini. Infine ancora qualche chilometro di bus per raggiungere Goreme.

 

 

18 maggio -  Valle Bianca - Uchisar – Valle dei Piccioni - Goreme Il buongiorno ci viene dato di nuovo da un bel sole che filtra dalle finestre nelle nostre camere. Una gustosa colazione con formaggi, verdure e frutta ai bordi della piscina ci dà l’energia per partire. Ci incamminiamo lentamente nella Valle Bianca (Akvadi Valley)

Il sole è alto e il cielo azzurro fa dà contrasto con il colore chiaro delle pareti rocciose che si ergono con particolari forme. Si ride e si scherza attorno ai moltissimi torrioni di forma fallica .

Si scattano molte foto e si guarda con curiosità il paesaggio circostante. Il gruppo a fatica rimane unito. Percorriamo questo facile sentiero per nulla monotono che ci conduce dopo circa 3 ore si cammino ad Uchisar.

In vetta a questo paese, arroccato sulla cima di una montagna, vi è una torre sulla quale sventola la bandiera turca, omnipresente.

Saliamo sulle varie scale, attraversiamo corridoii sino a toccare i colori rossi e bianchi . Sin dagli ultimi gradini si apre un panorama a 360 gradi.

Davanti a noi, ancora innevato il vulcano di Erciyes, alto 3910m, mentre sotto di noi, sparsi come funghi, migliaia di pinnacoli detti camini di fata.

Un gustoso pranzo a buffet, sulla terrazza panoramica del ristorante dell’intraprendente Belim, sazia anche il nostro corpo, dato che la nostra vista è già stata appagata.

Nel pomeriggio ritorniamo a Goreme lungo la Valle dei Piccioni. Nell’incantevole località non possiamo che visitare il museo all’aperto. Moltissime chiese scavate nelle pareti di tufo ci accolgono. Dipinti vecchi di mille anni raccontano la vita di Gesù e dei Padri della Chiesa nei primi anni di evangelizzazione. Testimonianze visibili di un fermento religioso che ha animato questa terra sin da allora. Questo sito fu luogo di meditazione di molti santi e meta di accoglienza di stranieri. Sarà forse per tale tradizione che la popolazione locale è generosa e gentile con tutti i visitatori di questi luoghi.

 

 

19 maggio – MONTAGNA e NATURA vola in alto - Oggi 19 maggio è festa nazionale qui in Turchia ed è festa dello sport. Per celebrare questa ricorrenza alcuni di noi aderiscono alla proposta di fare un volo in mongolfiera.

La partenza dal camping è fissata per le cinque del mattino quando un pulmino messo a disposizione dall’organizzazione ci porterà sul posto di volo. Ci ritroviamo all’alba tutti assonnati ma convinti di provare questa esperienza. Alcuni di noi partecipano all’evento muniti di macchina fotografica per un reportage. L’autista ci saluta e ci fa accomodare sul pulman. Dopo pochi km arriviamo sul luogo di partenza.

La nostra mongolfiera è adagiata a terra già gonfia Assaporiamo delle fette di torta   e beviamo un te caldo preparato per i partecipanti  mentre ascoltiamo le disposizioni impartite dal pilota.

Aria calda e ventilatori fanno alzare il pallone che a sua volta fa disporre il cestello di carico dritto.

Saliamo sui gradini e ci infialiamo negli scompartimenti assegnati.. Dobbiamo adattarci al poco spazio a nostra disposizione e sopportare il calore della fiamma che esce dai motori.

Ci guardiamo in giro e quasi non ci accorgiamo di salire.

Attorno a noi altre venti mongolfiere e sotto di noi gli amici ci salutano scattando foto ricordo. Ci guardiamo sorridendo e ci diamo nuovamente un buongiorno. Che bel inizio di giornata!

Facciamo un giro sopra il paese di Goreme così da poter vedere dall’alto il museo all’aperto visitato nel pomeriggio precedente.

Il paese di Uchisar illuminato dal sole  di prima mattina risplende all’orizzonte. Le piccionaie così alte ed inviolabili ieri, sembrano da questa prospettiva piccole formazioni rocciose. Osserviamo sia le finestre utilizzate dagli uccelli che le porte di accesso utilizzate dagli uomini per il recupero del guano.

Dopo circa un’ora di girovagare e di sali e scendi atterriamo su un altopiano coltivato a vite.

Il pilota  a circa 10 mt di altezza, lancia a terra una corda che viene afferrata da alcuni ragazzi trasformandosi così in un’ancora umana.

Poche manovre a pochi cm dal suolo e il cestello si posa dolcemente sul terreno. Lasciamo il nostro angusto spazio al ad altri passeggeri.

Gli organizzatori ci offrono un bicchiere di spumante per festeggiare il battesimo dell’aria.

Ad ogni partecipante viene dato un certificato di volo per questa simpatica esperienza

 

 

19 maggio - Goreme – Kaymakli – Demirkazik – Emli Valley La giornata è iniziata molto presto per alcuni di noi con il volo in mongolfiera, sorvolando le bizzarre forme della Cappadocia.

Poi tutti vi è la visita alla città sotterranea di Kaymakli. Il bus si ferma nell’ampio parcheggio mentre noi ci mettiamo in coda prima di addentrarci nelle viscere della terra. Un dedalo di gallerie e ambienti scavati nella roccia su 8 livelli. Ovunque vediamo buchi, cunicoli che si snodano in ogni direzione, camere sopra e sotto di noi. Si notano tracce di vita trogloditica: vasi, macine per il frumento, cucine annerite dal fumo e pozzi profondi.

Terminata la visita continuiamo il viaggio fino ai piedi della catena dei Monti del Tauro, dove consumiamo il pasto presso il rifugio del villaggio di Demirkazik. Per la prima volta , da quando siamo in Turchia, dobbiamo sederci su cuscini adagiati sul pavimento dato che la tavola imbandita si trova ad un altezza di circa 50/60 cm da terra.

Da questo paese di campagna, situato nella parte centrale della Catena del Tauro, chiamata Aladaglar, e posto in una verde e ampia vallata dove si coltivano piante da frutta, ha inizio il nostro trekking. Percorriamo a piedi una strada battuta e dopo circa due ore ci ritroviamo al nostro campo 1° campo, composto da tante piccole tende gialle, tutte uguali, montate su un prato verde sul quale zampilla dell’acqua corrente. Un grande tendone color marrone, caratteristico dei pastori nomadi di questa zona,  sarà la nostra sala pranzo mentre altre due tende bianche saranno utilizzate per la cucina. Alcuni amici turchi ci accolgono con graditi dolcetti e del te caldo.

I nostri bagagli sono disposti di fronte alle tende in maniera ordinata.

Rimaniamo stupiti dalla bellezza di questo luogo e dalla efficienza dell’organizzazione così precisa.

Una bella luna piena ci dà il benvenuto in questa valle così lontana da casa ma cosi accogliente da farci sprofondare in un sonno profondo all’interno nei nostri sacchi a pelo.

 

 

 

20 maggio - traversata dalla Emli Valley a Sokullupinar - Facciamo colazione e partiamo con gli zaini in spalla verso le 8,30 del mattino. Percorriamo un bel sentiero lungo la valle dall’aspetto dolomitico. Abeti bianchi e enormi pareti di origine calcarea sono illuminati dal sole di prima mattina. Nel sottobosco ricco di fiori dai mille colori troviamo i primi funghi.

Risaliamo la valle seguendo un sentiero ben segnato che risale lungo la dorsale della montagna.

Arriviamo a quota 2500 metri e sopra di noi, forse disturbate dai nostri passi, un gruppo di capre selvatiche corre via. Quassù troviamo tracce del passaggio di volpi e pernici oltre ad altri animali domestici. Non lontano da noi, appollaiata su una cima rocciosa, una grossa aquila nera, perlustra la sua zona di caccia. Raggiungiamo il monte Eznevit a 2538m.

Dopo il pranzo al sacco si riprende il cammino. Lentamente si scende di quota sino ad arrivare a quota 2000 metri dove è situato il nostro 2° campo. Il cuoco e il guardiamo del campo ci attendono all’entrata offrendoci biscotti e dolcetti.

I più coraggiosi fanno la doccia mentre gli altri rimagono sdraiati a prendere il sole del tardo pomeriggio.

 

 

21 maggio - Salita da Sokullupinar al Campo 3 ai piedi del Monte Embler

Questa mattina, Livia  ci dà una lezione di yoga. Dopo colazione, gli interessati si dispongono attorno a lei e ripetono le posizioni proposte. Al sole di primo mattino si tonificano muscoli e si allungano le schiene. Vediamo partire i cavalli con i nostri bagagli seguiti dai mulattieri, che ci precederanno lungo il tracciato di salita.

Nei nostri zaini infiliamo bottiglie d’acqua e creme solari che si rileveranno preziose per affrontare i mille metri di salita sotto un cocente sole su una pietraia a tratti ancora innevata. Il campo 3 è posto a quota 3000 metri, tutto attorno verticali pareti calcaree ancora innevate, così come il vallone che dovremo percorrere domani. Fino a pochi giorni fa abbondanti nevicate di fine stagione hanno ancora ricoperto queste catene montuose.

Ci accorgiamo della sensibile diminuzione di temperatura così tiriamo fuori dalle nostre sacche  piumini e berretti e dopo cena tutti rintanati nei caldi sacchi a pelo.

 

 

22 maggio - MONTE EMBLER e ritorno a Sokullupinar - La notte, non gelida, trascorsa a quota  3000 metri non ha dato particolari problemi. Come al solito tutti puntuali partiamo verso le otto del mattino. Alcuni di noi calzano le racchette da neve ai piedi, vista la quantità di manto nevoso ancora presente.

Procediamo sui pendii su una traccia ben segnata che ci porta al colle...Siamo proprio fortunati poiché nella giornata che ci richiede il massimo sforzo fisico il tempo è splendido. Il cielo è sgombro da nubi, non vi è un alito di vento e la temperatura è timidamente fresca tale da farci salire senza indossare i guanti. Giorgio, la guida,  procede lentamente per mantenere unito il numeroso gruppo. Al colle qualcuno manifesta l’esigenza di fermarsi ma l’entusiasmo degli altri componenti li convince a continuare. La cima, vista da qua, è veramente vicina, mancano solo 2 / 300 metri.

Nella prima parte, il sentiero si snoda lungo una pietraia mista a neve, mentre nella parte sommatale, abbastanza ripida e ricoperta da un ampio manto nevoso la traccia è segnata dagli ampi gradoni fatti dai primi della fila.

Pian piano ci ritroviamo tutti 34 sulla cima del Monte Embler a 3700 metri. Felici e contenti sia per il panorama e sia per la quota raggiunta. La discesa è piacevole nella neve e giunti al campo ci attende il cuoco con una zuppa calda, delle verdure e tanta birra.

Dopo un’ora di meritato riposo ripartiamo per ritornare al campo 2 a quota 2000 metri dove gustiamo delle piadine e calzoni piccanti cotti al momento, l’antipasto della succulenta ma meritata cena. Un bicchiere di vino rosso e un sorso di raky per festeggiare la nostra impresa.

Una stupenda stellata ci augura una buona notte!

 

 

 

23 maggio - Sokullupinar – Canyon di Cimbar – trasferimento a Kayseri - Oggi è il nostro ultimo giorno di cammino così da essere tutti rilassati. Calziamo i nostri scarponi e lasciamo il campo per inoltrarci nel Canyon di Cimbar. Percorriamo un sentiero che scende a valle attraversando gole spettacolari. Dopo circa 700 metri di dislivello incrociamo più volte un torrente di acqua limpida. Raggiungiamo il paese di Demirkazik adornato da alberi di noci e di ciliegio. Dopo pranzo saliamo sui pullman che ci portano a Kayseri.

La città ci appare enorme e caotica dopo aver assaporato il silenzio della montagna. Il caldo e le strade affollate ci infastidiscono, tuttavia apprezziamo le comodità offerte nelle nostre camere dell’albergo.

Dopo una cena senza alcool (quasi nessun ristorante vende alcolici in questa città) qualcuno si concede un gelato artigianale, poi tutti a dormire perché la sveglia sarà prestissimo.

 

 

 

24 maggio - Kayseri – Istanbul - visita alla città - La sveglia, per tutti, è avvenuta verso le quattro del mattino, con l’assordante preghiera del muhezin.Una brutta registrazione ha interrotto il nostro sonno con la potenza di una bomba a mano. Ci alziamo e dopo una frugale colazione, andiamo in aeroporto. Salutiamo la guida Ozgur e ci imbarchiamo sul volo diretto ad Istanbul. Alle otto del mattino siamo già nella vecchia Costantinopoli.

La città è veramente bella! Antichi minareti si confondono a moderni palazzi. L’intenso verde scende sino sulle rive del mare. Nelle viuzze affollate negozi pieni di mercanzie si alternano ad invitanti ristoranti. Gente di ogni nazionalità ed abbigliamento vanno e vengono in un ordine non comprensibile. Sole ed una leggera brezza ci aiutano ad affrontare la visita guidata alla città: la Moschea Blu, Santa Sofia, la Cisterna Sotterranea, il palazzo Topkapi e naturalmente l’affollatissimo Gran Bazar. Poi festeggiamo tutti assieme in uno dei bei ristoranti del ponte di Galata nel cuore del Bosforo.

 

 

 

25 maggio - Visita a Istanbul e rientro in Italia - L'ultima giornata di vacanza, qua in Turchia ci regala un cielo azzurro e un mare calmo. Dopo aver scalato il Monte Embler, dopo aver volato in mongolfiera e dopo essere stati nella citta sotterranea per completare la vacanza, decidiamo di fare una gita sul mare del Bosforo. Nei pressi del Ponte di Galata saliamo sul nostro battello. Il giro prevede un'escursione all'andata, lungo la costa europea e durante il ritorno sulla costa asiatica.

Man mano che ci allontaniamo dal centro storico la città assume un altro aspetto. Università e quartieri residenziali si alternano a vecchi edifici storici ottomani. Torri medioevali sono nascoste dalle lussuose case.

Alberi enormi e giardini ben curati, ricchi di rose e gelsomini, arredano queste coste con armonia.

Navighiamo per circa 10 km sino ad arrivare al secondo ponte per poi tornare ad ormeggiare.

La guida Omar parla in inglese riempiendoci la testa di numeri, date storiche, prezzi di case e altro ancora. Noi  rilassati e poco attenti ci godiamo il panorama e ci crogioliamo nella nostra stanchezza che ormai si sa sentire. Arrivati al porto,un gabbiamo,poco rispettoso, decide di rilasciare il suo guano caldo sparpagliandolo su di noi. Dopo un momento di scompiglio tutti accettano lo sfortunato evento con una risata. 
La nostra gita per Istanbul continua con la visita a Taksim, quartiere moderno della città. Prendiamo la cremagliera che ci porta sul un bel vialone pieno di negozi e di gente. Un'altra Istanbul si apre ai nostri occhi: una città nuova, moderna vissuta da tanti ragazzi. Se non fosse per il Kebab ed alcuni ciondoli che richiamano l’slam potremmo quasi pensare di essere in Italia o in altra città europea.

Sono quasi le 5 del pomeriggio e dobbiamo rientrare. Il volo per l'Italia sarà fra poche ore.

10 giorni vissuti intensamente senza alcun disguido. 10 giorni di sole e cielo azzurro. 10 giorni di spensieratezza lontano dallo stress quotidiano. 10 giorni vissuti accanto a persone che condividono la stessa voglia di viaggiare e lo stesso amore per la montagna.10 giorni nei quali abbiamo lasciato spazio alle emozioni riscoprendo la parte più intima del nostro cuore.

Grazie a tutti per questa avventura

 

Orietta - 27 maggio 2008

 

Un grazie particolare al CAI di Trezzo d'Adda e di Vaprio d'Adda e ai suoi responsabili

dallo staff di Montagna e Natura srl 

 

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