ETIOPIA 2010

trekking sui monti del Simien

20 novembre - 5 dicembre

 

Abbiamo appena terminato il bellissimo viaggio in Etiopia, con un trekking mozzafiato sulle montagne del Simien, la catena più alta dell'Etiopia che culmina nei 4.620 metri del Ras Dashan, la quarta cima dell'Africa.

Altopiani ondulali, picchi e gole profonde, impressionanti muraglie di roccia verticale, valli e fiumi, campi coltivati, villaggi che sembrano immutati fin dall'alba dei tempi.

Un cielo azzurro fa da sfondo a panorami spettacolari ricchi di  foreste di eriche e  lobelie giganti, stambecchi e babbuini gelada, gipeti e corvi.  

Qui si cammina per giorni su facili sentieri, lungo le mulattiere che le popolazioni locali sfruttano quotidianamente, in un luogo da sogno, tanto che il  parco nazionale del Simien dal 1978 è stato inserito nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco.

Foto e testo Isabella Orietta

Che cosa rimane di un trekking nel cuore dell'Africa

quando torni a casa e ti ritrovi nel tuo solito tram tram quotidiano?

Che cosa rimane dopo aver attraversato quelle vie cittadine

dove accanto a palazzi di vetro

Esseri avvolti da una coperta, dormono per terra.

Uomini seduti su lussuosi fuoristrada viaggiano accanto ad altri

che camminano a piedi nudi?

Adis Abeba è una metropoli come molte altre

con la differenza che qui puoi trovare sapori di casa

come il caffè o la pasta.

Vecchie 600 e monete del re non sono solo soli ricordi di un'Italia che non c'è più!

Che cosa rimane dopo aver visto bambini vestiti di stracci

che lavorano nei campi

Conducono una vita di miseria senza infanzia.

Una vita senza sogni, nella quale l'importante è sopravvivere?

Che cosa rimane di quelle donne con un velo sulla testa, che portano un figlio sulla schiena,

e gli altri attaccati alla gonna, che piegate dalla fatica non sono mai state giovani?

Che cosa rimane di quegli uomini

che partono, carichi di pesi, nel cuore della notte,

da soli o accompagnati da muli, i cui passi sono sicuri ma il loro denaro è troppo poco?

Che cosa rimane di quella gente che sogna solo picccole cose

Gente senza storia e senza futuro.

Che cosa rimane di quelle montagne magiche dalle forme perfette,

illuminate dal sole, che regalano emozioni senza prezzo?

Che cosa rimane dopo aver assaporato quelle notti sotto le stelle

che effondono dolcezza e ti invitano ad entrare nei misteri dell'universo?

Che cosa rimane dopo aver provato mille contrasti!

il cielo azzurro con la polvere della terra

i colori dei fiori con il grigiore delle capanne

gli occhi dei bimbi con il ronzio delle zanzare

i sorrisi con l'incapacità di fare qualcosa.

Una situazione troppo grande per poterla risolvere,

troppo misera per ridarle dignità,

una situazione troppo disumana per poterla dimenticare.

Rimane la consapevolezza della complessità delle cose,

la fatica di vivere con la gioia di amare,

 

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trekking in Etiopia 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

vedi anche Articolo uscito sulla Rivista VIVERE LA MONTAGNA nel giugno 2011

 

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